La leggenda racconta di un vecchio e avido mercante, che viveva in un paese tra i monti e non aveva alcun amico. Una notte, non avendo sonno e rigirandosi nel letto senza posa, uscì di casa e vide tantissime persone in cammino.
«Fratello – gli gridarono – non vieni?». “Fratello”, a lui fratello che non aveva fratelli. Era un mercante e per lui esistevano solo chi comprava e chi vendeva; non gli importava chi fossero e che cosa facessero.
Incuriosito si unì a un gruppo di vecchi e di fanciulli. “Fratello, – ripeteva dentro di sé – sarebbe stato bello avere tanti fratelli”, ma il suo cuore gli sussurrava che non poteva essere il fratello di nessuno. Non lui che aveva sempre sfruttato, ingannato, tradito la povera gente. Eppure tutti gli camminavano a fianco e gli rivolgevano sorrisi.
Giunti davanti alla Grotta di Betlemme li vedeva entrare l’uno dopo l’altro e nessuno era a mani vuote, nemmeno i poveri; lui soltanto, che invece era ricco, non aveva alcun dono.
Arrivato alla grotta, si inginocchiò: «Signore, – esclamò – ho trattato male i miei fratelli. Perdonami», e cominciò a piangere senza più smettere. Alla prima luce dell’alba quelle lacrime, segno di un cuore nuovo, splendettero come perle, in mezzo a due foglioline.
Era nato il vischio.
~ dal Web ~

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