venerdì 21 marzo 2025

A TE ALDA MERINI


Devo ammettere che non conoscevo la storia di Alda Merini, grazie al film che le è stato dedicato ho avuto l'opportunità di farlo. Un animo tormentato che ci ha lasciato in eredità "la voce dell'anima", ovvero le sue poesie. Nella mia dedica ho cercato di esprimere ciò che mi ha lasciato conoscere il suo percorso di vita...


Sei un vuoto d'amore

pieno di sentimenti.

Uno spazio dove crescere,

dove poter urlare

un silenzio immane.

Uno sguardo laggiù

dove finisce il mare

e inizia l'infinito,

dove soffoca la paura

e comincia l'incanto

che provoca un brivido tempestoso.

Canti alla luna un inno celestiale

e poi ti fermi a cercare

l'ebbrezza di un momento eterno.

Salva la tua folle pazzia

con dei poveri versi

che saltano come grilli

e hanno il suono delle cicale.

In un attimo scorre

tra ginestre e fiori

un tenero pensiero

di una donna avida

di un dire che non sa,

perché la bestia feroce

di lei si è impadronita

e non fu più amata.

Sei venuta con la primavera

scatenando, non una tempesta,

ma riempiendo d'amore

quel vuoto che ci hai lasciato.

Vittima della follia

che non ha turbato

quel pensiero vagante

e il suo lento fuggire

ha dettato una confusione immensa

generando ciò che il cuore

non riusciva più a contenere...

A.M.A.

mercoledì 19 marzo 2025

AL MIO PAPÀ



Il mio primo amore...

ricordo me bambina quando venivo a spiare le tue lezioni ed ero gelosa che le attenzioni erano solo per quei ragazzi che volevano imparare a suonare. Quando ti arrabbiavi, non appena sbagliavano, alzavi la voce con loro, per le steccate che prendevano, io scappavo a nascondermi. Povero scricciolo, avrei voluto imparare a suonare e qualcosa ho appreso, non sapevi di aver plasmato una spugna avida di sapere. E quando di nascosto ho poggiato la mia manina sulla tastiera e mi hai sentito, sei arrivato sorpreso, e subito volevi insegnarmi a usarle tutte e due. Ma io testona mi rifiutai, aver imparato a leggere il pentagramma, rubando le tue lezioni dietro la porta, per me era già una vittoria. Sei stato unico, non c'è nessuno al mondo che sia come te. Forse fisicamente qualcuno ti può somigliare ma il tuo essere non lo troveremo facilmente. Mi hai trasmesso i valori più importanti, ad essere onesta come te, ad essere rigida al punto giusto, amorevole verso chi soffre, a sorridere sempre anche se dentro stai soffrendo, a sprizzare allegria come solo tu sapevi fare. Ovunque andavi c'era armonia, portavi gioia, spensieratezza, eri un giocherellone e nessuno ha mai amato come hai fatto tu, per tutta la vita, fino all'ultimo respiro che non volevi perdere. Tant'è che te ne sei andato insieme a lei incurante di chi ancora aveva bisogno di te. Spero immensamente che qualcosa esista Lassù per poterci riabbracciare un giorno come non ho mai fatto prima. È stata dura senza di te ma piano piano ce l'ho fatta. Sei sempre nel mio cuore perché è difficile dimenticare una persona speciale come te, dolce e generosa con tutti....

giovedì 13 marzo 2025

L'INUTILITÀ DELL'ESSERE

Siamo la società dei social, dei like, dell'invisibile che appare. Siamo pieni di vuoti a perdere che inseguono il successo ingannevole e fatuo. Pensiamo di essere ricchi ma siamo vuoti dentro, ci si sente arrivati ma nessuno si è accorti della propria partenza. Parliamo tanto di povertà educativa, inaccettabile e impensabile ai giorni nostri, ma non vediamo I'immensa povertà d'animo che ci circonda. Viviamo in un falso benessere, più abbiamo e più si desidera. Siamo gli esseri più insoddisfatti ma nello stesso tempo i più ambiziosi dal dopoguerra in poi, ma non c'è nulla che riempia questo desiderio spasmodico. 

Ammiriamo le influencer perché hanno tutto quello che si può desiderare senza capire che, se non ci fossero tanti seguaci ad adularli, non avrebbero nulla se non la loro infelice solitudine. 

Riempiamo di vera vita i nostri giorni, riempiamo di valori tutto ciò che ci circonda, non lasciamo che tutto sia in balia del vento. Siamo di passaggio in questo mondo e nessuno ci darà una seconda possibilità pensiamo a lasciare un segno tangibile, di amore, di pace e tanti abbracci sinceri. Di guerre e odio è troppo pieno il mondo. Cerchiamo di modificare il nostro modo di vivere già nel nostro piccolo, per far sì che contagi il mondo intero, l'immenso. Per non cadere nell'inutilità dell'essere...

sabato 8 marzo 2025

TU DONNA...SOLO CHI AMA VIVE



Cullarsi tra una splendida semplicità 
e un'essenza di dignità. 
In ogni occasione sfoggiare un sorriso 
che illumina il cuore. 
Distinguersi sempre, confondersi mai. Trasmettere sensibilità 
in un mare di indifferenza.
Un essere speciale agli occhi amorevoli 
di chi gli sta vicino, 
trasferendo sentimenti positivi. 
Non importa se non sempre sarai compresa, l'importante è imparare 
a essere e non apparire, 
dare sempre per poter ricevere amore,
meravigliarsi di ciò 
che ci circonda per poi stupire.  
Insomma un contenitore di emozioni, 
che ti guarda e sorride con la tenerezza 
e lo sguardo da bambina.

A.M.A.

martedì 4 marzo 2025

SUL CARNEVALE...


 
Con il termine "Carnevale" si intende il periodo che intercorre tra il 17 Gennaio ed il 1° giorno di Quaresima, anche se il periodo può variare da regione a regione, infatti da alcune parti ha inizio dopo la Candelora, ovvero il 2 Febbraio. Comunque la conclusione è uguale per tutti e coincide con il martedì grasso, che precede il mercoledì delle ceneri, primo giorno di Quaresima. Ma se per molti il periodo di Carnevale si basa esclusivamente di feste in maschere, divertimenti e sfilate con carri allegorici e cose del genere, per i cattolici praticanti rimane un periodo di preghiera seguito da digiuno e penitenza

L’etimologia del termine “carnevale” risale quindi con ogni probabilità al latino “carnem levare”, espressione con cui nel Medioevo si indicava la prescrizione ecclesiastica di astenersi dal mangiare carne a partire dal primo giorno di Quaresima, sino al “giovedì santo” prima della Pasqua, con specifico riferimento al banchetto d’addio alla carne che si teneva l’ultimo giorno di Carnevale, il martedì grasso.

In poche parole il Carnevale è una festa molto divertente soprattutto per i bambini, ma quando si tratta di tradizioni locali da onorare, anche gli adulti non si tirano indietro e sono pronti a mascherarsi e a festeggiare.

Il Carnevale oggi si inserisce nella tradizione cattolica ma le sue origini vanno molto più indietro nel tempo.

Una delle teorie più diffuse è quella che fa coincidere la nascita del Carnevale al tempo degli Antichi Romani. In particolare a Roma, come pure nelle altre province dell’Impero Romano, durante i festeggiamenti dei Saturnali era previsto l’utilizzo di maschere. Infatti queste feste popolari celebrate in onore del dio Saturno prevedevano lauti banchetti a cui prendevano parte tutti, sia nobili che poveri. Vi era un vero e proprio rovesciamento delle classi sociali, favorito anche da maschere che impedivano il riconoscimento delle persone, che quindi si lasciavano andare a qualsiasi genere di sfrenatezza. Secondo queste teorie le origini del Carnevale italiano risalirebbero proprio a questo periodo, e questi riti sarebbero sopravvissuti fino al Medioevo. La Chiesa però pose un forte limite a queste usanze, ed il culmine della festa veniva raggiunto con il rogo di un fantoccio che rappresentava i mali dell’anno appena trascorso.

La storia del Carnevale rivela dunque che il Martedì Grasso avesse un significato ben diverso da quello che gli attribuiamo oggi, che lo associamo ad una festività religiosa.

Pertanto il significato del Carnevale richiamava il ‘mondo alla rovescia’ dove almeno per un breve periodo il valore delle gerarchie sociali veniva abbandonato e ci si lasciava andare allo scherzo. Il Carnevale dal punto di vista storico viene considerato come un periodo di festa e di rinnovamento. Secondo il calendario dell’antica Roma, il periodo che oggi noi dedichiamo al Carnevale poteva coincidere con la fine o con l’inizio dell’anno. Tenete conto che la storia del festeggiamento del Carnevale in Italia è molto antica. Si parla del Quattrocento e del Cinquecento come secoli per cui già si hanno delle testimonianze della festa del Carnevale in alcune città italiane.

Il carnevale è senza dubbio la festa più pazza e variopinta dell’anno, dove tutto è permesso e dove il gioco, lo scherzo e la finzione diventano, per un po’, una regola. Si tratta di una delle ricorrenze più diffuse e popolari del mondo, basti pensare all’immensa notorietà di cui godono eventi come il Carnevale di Rio o quello di Venezia che non mancano di attirare milioni di turisti.

Inutile dire che i festeggiamenti del carnevale, soprattutto in Italia, sono molteplici e affondano le loro radici nei secoli: Viareggio, Cento, Satriano, Acireale, Fano, Putignano, Verona, Striano sono solo alcune delle tradizionali rassegne carnevalesche oggi considerate fra le più importanti del mondo, ognuna con i suoi peculiari ed inimitabili riti.

Il Carnevale di Venezia, di gran lunga il più popolare nel mondo, è quello che possiede le origini più antiche: un documento originale datato 1094 fa menzione di un “pubblico spettacolo” nel periodo pre-quaresimale per le strade della città e la festa venne formalmente istituita dal Doge nel 1296. Dopo 800 anni di storia, il carnevale fu vietato da Napoleone nel 1797 dopo la sua occupazione armata della città perché giudicato “sovversivo” e fu “riportato alla luce” solo nel 1979

Secondo la storia del Carnevale le maschere italiane rappresentano vizi e virtù del popolo, ma anche della classe borghese e nobile. Il significato delle maschere tradizionali varia per ciascun personaggio. Ecco quali sono le maschere italiane più famose che ci sono state tramandate dalla lunga tradizione teatrale e letteraria delle Commedia dell’arte:

ARLECCHINO è la celebre maschera lombarda, la cui madre, poverissima, gli cucì il tradizionale costume con scampoli di vari colori. Le sue doti caratteristiche sono l’agilità, la vivacità e la battuta pronta.

PULCINELLA è la maschera più antica della tradizione italiana, e la sua nascita coincide con le origini del Carnevale. Questa maschera era già conosciuta ai tempi dei Romani, ma sparì con l’arrivo del Cristianesimo. La maschera di Pulcinella è risorta nel ‘500 con la Commedia dell’arte, e le sue caratteristiche principali sono la sobrietà dei movimenti, e l’arguzia delle battute, sempre secche e mordenti.

Anche la maschera di COLOMBINA è molto antica, come testimoniano le commedie di Plauto, dove non manca mai l’ancella furba e maliziosa pronta ad aiutare la sua padrona.

GIANDUJA è la maschera piemontese che incarna il galantuomo di spirito buono, cui piace il vino, l’allegria e di cui è proverbiale la distrazione. Questa maschera nasce nel 1700 con la Commedia dell’arte.

Tra le maschere di Carnevale veneziane, quella di PANTALONE è famosa: è un uomo avanti con l’età, avaro e diffidente, sempre pronto a giudicare ed incurante degli affari degli altri.

Incerte sono le origini della maschera milanese di MENEGHINO: secondo alcuni risalente agli Antichi Romani, come Colombina, secondo altri alla Commedia dell’arte del ‘600. Meneghino rappresenta il servitore rozzo ma di animo buono, pronto ad aiutare chi si trova in difficoltà, come pure a deridere i difetti dei nobili.

Con il Martedì Grasso, si ha la chiusura dei festeggiamenti carnevaleschi e, quindi, la fine della settimana dei sette giorni grassi, chiamati così perché durante le feste si consumavano cibi grassi. Secondo la storia del Carnevale, con l’avvicinarsi della fine del periodo di settuagesima, la Chiesa raccomandava che il giorno dopo il martedì grasso, cioè il Mercoledì delle Ceneri, venisse rispettato il digiuno e l’astinenza previsti per l’inizio della Quaresima. Infatti. In questo ultimo giorno di Carnevale si potevano gustare i tipici dolci e festeggiare prima del lungo periodo di preghiera: per quaranta giorni non era concesso alcun divertimento e bisognava rispettare una lunga astinenza dalle carni con prolungati digiuni.

LO STRANO FENOMENO CHE SI CHIAMA NATALE

Abbiamo appena finito di riporre nell’armadio le candeline e i gingilli dell’albero, appena finito di rispondere agli auguri dell’anno scors...