C'è un fiore che non teme il freddo, che non si arrende al buio dell'autunno inoltrato. E proprio quando il mondo sembra spegnersi, lui si accende. È il crisantemo. Non è solo un fiore. È un gesto d'amore reso eterno, un filo sottile che lega i vivi ai morti, il ricordo alla speranza.
Nella leggenda si racconta che un tempo, in un villaggio, viveva una graziosa fanciulla con i suoi genitori. Intorno alla loro casetta sbocciavano tanti fiori bellissimi che la bambina curava con amore.
Purtroppo i giorni della serenità cessarono di colpo quando il padre della ragazza dovette partire per la guerra. Per qualche tempo madre e figlia si rassegnarono all’attesa. La mamma lavorava senza riposarsi mai, per non far mancare né cibo né abiti decorosi alla sua piccina: coltivava ortaggi nell’orto, andava in paese a pulire le case dei signori, cuciva abiti per le ricche fanciulle. La bimba, dal canto suo, si impegnava con tutta se stessa a essere sempre brava e diligente. Passarono così alcuni mesi e la mamma, sfinita dal troppo lavoro, si ammalò. Costretta a letto dalla febbre, non poteva più zappare l’orto, cucire vestiti o lucidare pavimenti; così i soldi diminuirono e anche il cibo.
Ma la preoccupazione maggiore della bambina era che la mamma morisse.
In una notte di primo inverno, sconvolta da lampi e pioggia, la piccola sentì bussare alla porta della casetta. Si vide davanti una signora bellissima, per quanto madida di pioggia e scarmigliata.
<< Posso fare qualcosa per lei? >> chiese la bimba. << Ero in viaggio e sono stata sorpresa dalla bufera. Per favore, fammi restare qui a dormire >> disse la signora.
La piccola fece accomodare la sconosciuta in casa, vicino al focolare. Poi andò nell’orticello, sotto la pioggia battente, e colse gli ultimi ortaggi che l’autunno appena trascorso aveva lasciato. Sul focherello preparò una zuppa e la offrì alla bella signora. Finita la cena la signora, che in realtà era la Madonna, si rivolse alla bimba e disse: << Piccola, so che la tua mamma sta per morire, ma tu sei stata con me così buona e generosa da permetterle di vivere ancora qualche giorno. Vai in giardino e cogli uno dei tuoi fiori, contane i petali. Tua madre starà bene e vivrà ancora tanti giorni quanti sono i petali del fiore >>
La bimba corse in giardino e prese uno dei suoi fiori, ne contò i petali… uno, due, tre… erano sette, solo sette! Allora tornò in casa e con le forbici da cucito della mamma iniziò a tagliare in sottili striscioline ogni singolo petalo, fino a trasformare il piccolo fiore in uno splendido fiore dagli innumerevoli petali, così tanti che era quasi impossibile contarli. La mamma, come aveva promesso la Madonna, guarì e visse a lungo, riempiendo di affetto e premure la sua brava bimba.
E da allora nei giardini di tutti noi possiamo veder fiorire, anche nel freddo dell’inverno, un fiore splendido come un fuoco d’artificio, un fiore dai mille petali che tutti chiamiamo crisantemo.
E il crisantemo nacque, non come un semplice fiore, ma come un miracolo tessuto con l'amore di una figlia.
E ogni volta che lo vediamo fiorire tra le lapidi, nei giorni più grigi di novembre, non stiamo solo onorando i defunti. Stiamo ripetendo quel gesto antico: stiamo dicendo “ti ricordo”, “ti amo ancora”, “non sei solo”. In Italia, il crisantemo è diventato il custode silenzioso della memoria. Ma non dimentichiamo che, in altre terre, lo stesso fiore è simbolo di gioia, di rinascita, di celebrazione.
In Giappone lo si onora come emblema dell'impero...in Cina lo si beve in tazze profumate per augurare longevità...in Australia lo si dona alle madri come un abbraccio fiorito...
Forse, allora, il vero significato del crisantemo non sta nel luogo o nella tradizione, ma nel cuore di chi lo offre. Che sia posato su una tomba o regalato a una sposa, è sempre un atto d'amore. Un amore che non conosce tempo, né distanza, né morte.
E così, ogni petalo, sottile, delicato, infinito, racconta una storia. La tua, la mia, quella di chi non c'è più ma vive ancora, ogni volta che qualcuno si ferma a guardare un crisantemo e sussurra un nome.
◇ dal Web ◇

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